Serviranno giorni per smaltire gli arretrati e ricostituire le scorte. Nel Centro-Sud esposta una rete di 92mila negozi, 27mila ambulanti e 12mila distributori di carburante. Napoli e Bari tra le città più colpite.
Le imprese della distribuzione alimentare accolgono con sollievo le notizie sulla ripartenza dei trasporti e sulla rimozione dei presidi a caselli e svincoli autostradali. Si attendono ora riscontri concreti sull’arrivo delle merci e sulla regolarità delle consegne: anche con l’effettiva ripresa dei flussi, serviranno giorni per riportare la normalità nei negozi.
È quanto sottolinea Confesercenti, dopo giorni di difficoltà che hanno messo sotto pressione le imprese e il servizio ai cittadini.
Fino a ieri quattro attività su dieci, tra quelle associate, segnalavano criticità negli approvvigionamenti. Quattro giorni di disagi che hanno compromesso la regolarità degli assortimenti e le opportunità di vendita, con conseguenze a effetto domino anche per le attività della ristorazione.
La rete esposta alle ripercussioni dei blocchi è infatti molto ampia. Nelle regioni del Centro-Sud operano circa 92mila negozi alimentari in sede fissa, specializzati e non, grande distribuzione compresa. Tra questi, 11.500 negozi di ortofrutta e 4.500 pescherie: attività particolarmente vulnerabili, perché lavorano con prodotti deperibili e dipendono dalle consegne quotidiane. A questi si aggiungono 27mila ambulanti alimentari, di cui circa 13mila di ortofrutta e 12mila distributori di carburante.
Napoli e Bari risultano tra le città più colpite dai disagi. Nel solo Comune di Napoli – dove fino a ieri era di fatto impossibile far rifornimento – operano 1.370 negozi di ortofrutta, 525 pescherie, 3.600 ristoranti e 710 distributori di carburante. A Bari si contano 440 negozi di ortofrutta, 240 pescherie, 1.300 ristoranti e 320 distributori.
“Per recuperare la piena operatività occorrerà ricostituire le scorte e ripristinare la continuità delle forniture. Resta però il peso delle vendite mancate durante il fermo, un problema soprattutto per le pmi del retail, già alle prese con margini ridotti e rincari lungo la filiera”, commenta Confesercenti.
“L’elevato costo dei carburanti resta il nodo da affrontare, per gli autotrasportatori e per l’intero sistema distributivo. Le difficoltà di questi giorni stanno già alimentando tensioni sui prezzi, in particolare nell’ortofrutta: prolungare l’incertezza significherebbe aggravare le perdite lungo tutta la filiera del comparto distributivo delle attività di prossimità e trasferire ulteriori costi sulle famiglie”.







